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Cavolo, ma ti ricordi?

By 21 Giugno 2026No Comments
Servizi Fotografici per Neonati e Famiglie a Reggio Calabria - Antonia Messineo

Proprio ieri una mamma mi ha chiesto informazioni per un servizio fotografico per il suo neonato. Le ho parlato del mio servizio “Famiglia”, che si svolge a casa e che fotografo i momenti quotidiani. C’è stato un attimo di silenzio. Non riusciva proprio a capire come avremmo fatto a fare quelle foto del bimbo in posa dentro le ceste con tutti i vari accessori.
Lì mi sono resa conto di una cosa: spesso si dà per scontato che l’unico modo sia quello dello studio, semplicemente perché non si conosce un’alternativa. Ma l’alternativa c’è, ed è un mondo pazzesco 💥

Parliamoci chiaramente: i primi giorni a casa con un neonato sono un discreto delirio. Tra occhiaie fisse, ormoni che fanno le montagne russe e voi che cercate di capire come “funziona” il piccolo bambino, l’ultima cosa a cui pensate è l’ordine 💆‍♀️
E infatti, parliamo di quello che c’è davvero in quelle case: biberon sparsi sul lavandino, pile di panni da piegare, lenzuola stropicciate sul lettone e tazze di caffè lasciate a metà ovunque ☕️ vi sentite di smentire?

Però c’è una cosa magica che succede ogni volta che varco la soglia di una casa in cui è appena arrivato un neonato: in mezzo a tutto quel caos, si respira una felicità grandissima 🌟 una roba che si taglia a fette, un amore così denso che riempie le stanze 🏡 Ed è esattamente quello che voglio catturare.

In giro c’è un mercato gigante di foto in studio dove i neonati vengono messi a dormire dentro cesti di vimini, avvolti in teli tutti uguali e vestitini da bambolotto.
Oh, sia chiaro, a ognuno il suo: è uno stile, piace a molti ed è giustissimo che esista 👐🏻

Io però faccio un’altra cosa. E volevo spiegarvela proprio terra terra, così se cercate un’alternativa sapete che c’è! 🫶
Io vengo da voi per un paio d’ore, vi lascio in pigiama se vi va, e fotografo la vita per come sta succedendo in quel momento: senza sistemare il salotto prima che io arrivi. Cosa fotografiamo? Quello che tra qualche anno vi farà dire: “cavolo, ma ti ricordi?”. Il momento del latte, voi due addormentati di straverso, il bagnetto…A proposito di bagnetto: io mi ricordo ancora che quando provavo a farlo a mio figlio, lui piangeva disperatamente. Le ho provate di tutti i colori, ero esaurita! Eppure oggi, quando ci ripenso, ci rido su di gusto. Ecco cosa intendo per ricordi veri: le cose reali, mica quelle perfette.

Alla fine la scelta è semplice: volete una foto patinata da copertina (che è bella, ma non siete voi) o volete ricordarvi di quella felicità gigante di quando eravate spettinati, stanchi morti, ma stavate iniziando la vostra storia insieme? Ma poi mi chiedo: quando abbiamo smesso di desiderare di ricordare la nostra casa? Quando abbiamo deciso di barattare tutto questo per avere dei ricordi patinati?
Pensateci un attimo: quante foto abbiamo noi di quando eravamo piccoli, scattate proprio dentro casa nostra? Magari sfocate, stampate male, ma con dietro la cucina degli anni ’80 o ’90, il divano a fiori, il tappeto su cui giocavamo. Quei dettagli oggi valgono oro, perché raccontano.
Io voto per i ricordi veri.
Voi che dite? Vi fa più strano l’idea di farvi fotografare nel vostro “caos bellissimo” o vi attira l’idea di un servizio così?